martedì 27 novembre 2012

Lhasa citta' chiusa...

...a causa delle immolazioni...oggi altre quattro, siamo a 85....qui sotto il pezzo che ho scritto ieri per l' ANSA sulle restrizioni sui viaggi a Lhasa per tutti i tibetani non residenti...


ANSA/ CINA: TIBET; ATTIVISTI DENUNCIANO, 'LHASA CITTA' CHIUSA'
MOVIMENTI TIBETANI LIMITATI PER CONTENERE 'AUTOIMMOLAZIONI'

                  (di Beniamino Natale) 
   (ANSA) - PECHINO, 26 NOV - Dalla scorsa primavera, con una decisione tesa probabilmente a contenere le ''autoimmolazioni'' dei tibetani - i suicidi di protesta contro la politica cinese nel territorio - Pechino ha reso estremamente difficile per i tibetani recarsi a Lhasa, la capitale storica del Tibet e centro spirituale del buddhismo tibetano. 
   ''La situazione a Lhasa è al maggior punto di tensione da
anni, e i tibetani sono sotto la forte impressione di diventare
stranieri nel loro stesso Paese e di essere vittime di chiara
discriminazione razziale'', ha dichiarato in un'intervista
all'ANSA Nicholas Bequelin, ricercatore per la Cina del gruppo umanitario Human Rights Watch. ''Non abbiamo notizie di misure simili per residenti Han (cinesi) o Hui (musulmani di origine cinese)'', aggiunge Bequelin.
   Tenzin, 38 anni, tibetano, nato nella provincia cinese del
Qinghai, conferma: ''Volevo andare Lhasa qualche mese fa ma ho rinunciato, era troppo complicato'', ha raccontato all' ANSA.
''Mi hanno chiesto una lettera di garanzia (dan bao in cinese)
di un residente, e anche se fossi riuscito a trovare qualcuno
che me la faceva, avrei avuto un permesso per soli tre
giorni...''. ''Andare a Lhasa da Xining (la capitale del
Qinghai, dove Tenzin lavora come autista) e' molto costoso, non ha senso per me andarci solo per tre giorni. Inoltre quando ci vado voglio visitare i principali centri buddhisti che si trovano nella citta' e nelle sue vicinanze, in tre giorni non ce la posso fare'', ha proseguito Tenzin.
   Secondo Bequelin, ''le autorita' di Lhasa stanno continuando la loro campagna per il controllo della popolazione tibetana iniziata nei primi mesi di quest'anno. Questa campagna è senza precedenti perché prende di mira non solo persone non registrate a Lhasa ma anche molti che hanno un permesso di residenza temporaneo in ordine, specialmente persone che provengono dalla
parte Est del Tibet''. ''Ci sono delle disposizioni speciali in
particolare per la provincia del Sichuan dato che sono il luogo in cui ci sono state la maggior parte dei casi di
autoimmolazione'', precisa l'esponente di Human Rights Watch.
   Le autoimmolazioni sono state fino ad oggi 81. Dopo la prima, avvenuta nel 2009 ad Aba (Ngaba in tibetano), nella provincia del Sichuan, tutte le altre si sono verificate a partire dal marzo 2011. Di queste, 33 hanno avuto luogo ad Aba o nella vicina prefettura di Qiang. Secondo i siti web degli esuli tibetani, prima di morire gli ''autoimmolati'' lanciano slogan per il ritorno in Tibet del Dalai Lama, il leader spirituale del buddhismo tibetano, che vive in esilio dal 1959, e per l'indipendenza del territorio dalla Cina.(ANSA).


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