mercoledì 3 ottobre 2012

Gli infortuni dello squalo Rupert

Furbone o fessacchiotto? O tutti e due? Certo e' che quella dei diari di Adolf Hitler e' stata una delle piu' grandi bufale giornalistiche del secolo scorso e che Rupert Murdoch detto lo squalo ci e' cascato in pieno. 
Vale la pena di ricordarla, dato che siamo in tempi di grandi cambiamenti e che Murdoch ha esercitato negli ultimi quattro decenni una grande influenza sulla stampa internazionale e anche su quella del nostro Paese, dove gli aspiranti squali (e il loro padrini politici) hanno provocato un netto peggioramento della qualita' dell' informazione. Grazie a costoro provincialismo, superficialita', partigianeria politica, conflitti di interessi, mancata verifica dei fatti, pressappochismo, disprezzo per i lettori sono all' ordine del giorno. 
Per capire di cosa sto parlando , la storia dei diari di Hitler e' esemplare.
I falsi diari furono scoperti dal giornalista tedesco Gerd Heidmann che li compro' per 10 milioni di marchi dal pittore Konrad Kujau per conto della rivista Stern. A sua volta, la rivista li rivendette a vari giornali, in tutto il mondo. Tra gli altri cadde nella trappola il britannico Sunday Times, di proprieta' di Rupert Murdoch (in Italia li acquisto' Panorama, allora diretto da Carlo Rognoni). Nel giro di due settimane dalla "clamorosa" pubblicazione il falso fu scoperto. Kujau e Heidmann (che fu accusato, sembra a torto) di essersi appropriato di una parte dei soldi di Stern furono arrestati e condannati. Molti direttori e capiredattori ci rimisero le penne. Ma nessuno poteva licenziare Rupert Murdoch, lo squalo…

Magnus Linklater, un giornalista rimasto invischiato nella truffa, ha ricordato cosi' quell' episodio in un articolo pubblicato dal Guardian il 25 aprile 2012.
Ecco il link per chi vuole leggere la versione originale: 

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/apr/25/rupert-murdoch-bravado-publication-hitler-diaries

Ed ecco, qui sotto, la mia traduzione:

"Interessante il fatto che ora Rupert Murdoch dica di essere ''dispiaciuto'' per aver pubblicato i tristemente famosi diari di Hitler nel 1983. E' un atteggiamento molto diverso da quello che aveva allora - come imparai a mie spese. In quel periodo ero un direttore esecutivo del Sunday Times e mi venne assegnato l' ingrato compito di convertire quei diari in un pezzo giornalistico.  Era un compito difficile - in parte per come erano scritti ("Quel Goebbels, che rompiscatole…devo fare qualcosa per il modo nel quale Goerring cerca sempre di mettersi in luce…", cose di questo tipo), ma in parte perche' Murdoch si rifiuto' di lasciare che il Sunday Times, a quei tempi il principale giornale investigativo, indagasse sull' autenticita' dei diari stessi. 
E, quando Hugh Trevor-Roper (Lord Dacre) mise in dubbio la loro autenticita', Murdoch dette una risposta rimasta famosa: "fanculo Dacre - pubblicate".
Lui aveva comprato i diari dalla rivista Stern per un ottimo prezzo, dopo una brillante trattativa. Ma Stern era talmente terrorizzato dalla possibilita' di una diffusione dei diari, che i suoi editori insistettero perche' fosse consentito di esaminarli solo ad una persona - Lord Dacre. Invano molti di noi, tra cui io stesso, Hugo Young e Philip Knightley - pregarono il direttore, Frank Giles, di permetterci di indagare sulle origini dei testi e delle annotazioni che li accompagnavano. Ci eravamo gia' scottati le dita quando avevamo comprato quelli che sembravano essere gli autentici diari di Mussolini, solo per scoprire che erano falsi.
Ma Giles aveva avuto ordine da Murdoch di pubblicare i diari una volta che fossero stati approvati da Dacre senza perdere tempo con altre indagini. 
Il mio collega Paul Eddy ed io lavorammo tutta la notte del venerdi' precedente alla pubblicazione nel tentativo di dar forma al materiale. Mi vergogno a dire che facemmo un buon lavoro. Il sabato mattina avevamo pronta una delle prime pagine piu' sensazionali che il giornale avesse mai prodotto. Ma eravamo cosi' pieni di dubbi che a un certo punto ci domandammo se non avremmo dovuto dimetterci. Invece, io pensai di chiamare Dacre alla sua Universita', quella di Peterhouse a Cambridge, e gli chiesi brutalmente se potesse giurare sulla loro autenticita'.
 ''Certo - rispose - sono sicuro al 100%". Poi, dopo una breve pausa, aggiunse: ''be', diciamo il 99%". Dato che oggi sappiamo che aveva gia' espresso i suoi dubbi al direttore del Times, Charles Douglas-Home, il suo comportamento fu, diciamo cosi', insincero. Da allora non mi sono mai piu' fidato di ''certezze al 99%".
Cosi' andammo avanti verso uno degli episodi piu' umilianti della storia del Sunday Times. L' atteggiamento di Murdoch, comunque, rimase di aggressiva difesa della sua decisione - anche quando la storia dei diari comincio' ad andare in pezzi. "Chi non rischia, non ottiene nulla", avrebbe detto. "Le vendite sono aumentate e non sono piu' scese e non ci abbiamo rimesso soldi o roba del genere". Qualche giorno dopo, un gruppo di noi si reco' alla Gray's Inn per parlare con Murdoch, al Times. La nostra intenzione era di capire come il Sunday Times potesse superare il disastro dei diari di Hitler. Tra di noi avevamo parlato del danno che l' episodio aveva recato alla reputazione del giornale e ci eravamo chiesti se non avremmo dovuto ammettere che ci avevano fatti fessi, lanciare un' indagine sulla falsificazione o semplicemente archiviarlo come un' esperienza comunque fatta.  Mi ricordo di aver ad un certo punto guardato Murdoch e di aver pensato: "e' stufo" - stufo di ascoltare lagnosi giornalisti che si rovinavano il fegato per qualcosa per la quale nessuno di noi avrebbe potuto fare nulla. 'Guardate - disse - Non capisco perche' siete cosi' alterati. la scorsa settimana abbiamo venduto bene, e tutto fa pensare che manterremo questo livello". Poco dopo ci fecero uscire dalla stanza.
Oggi, davanti alla commissione d' inchiesta Leveson, ha ammesso di essere dispiaciuto di quella decisione. Quindi gli anni hanno avuto il sopravvento sul suo amore per le bravate. Nonostante tutto, bisogna dargli atto di essersi assunto la completa responsabilita' dei fatti. Lo fece allora e lo fa adesso. Ma non sono sicuro che noi fummo abbastanza decisi nel contrastarlo. 
Fui cosi' colpito da tutto quell' affare che sentii il bisogno, per qualche ragione, di chiamare il professor George Steiner, che allora era a Oxford, per chiedergli un consiglio. Ero stato un suo studente, e avevo ammirato la sua dirittura morale. Ad un certo momento, ci commisero': "e' un giorno terribile per il Sunday Times, non so se si riprendera' mai". Ma poi si riprese. ''Hai sentito la filastrocca che va di moda in questi giorni?", mi chiese. Fa cosi':

There once was a fellow called Dacre
Was God in his little acre
But in matters of diaries was quite ultra vires
and just could not spot an old faker".

(C' era una volta un tipo chiamato Dacre
Era Dio nel suo piccolo mondo
Ma in fatto di diari era piuttosto incerto
E  non e' riuscito a scoprire un vecchio imbroglione).

In un modo o nell' altro, mi fece sentire meglio".

(Lord Justice Leveson e' il giudice che presiede l' inchiesta sullo scandalo del News International, il giornale di proprieta' di Murdoch accusato di intercettato e pubblicato le telefonate private di privati cittadini. Lo scandalo e' emerso la scorsa primavera e ha portato alla chiusura del News International. 
Hugh Trevor-Roper ha scritto molti sul Terzo Reich tra cui il celebrato Gli ultimi giorni di Hitler ed era considerato uno dei massimi esperti mondiali di quel periodo storico. L' avallo ai diari dette alla sua reputazione un colpo dal quale non si e' mai ripresa. E' morto nel 2003).

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